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Il nome del centro
turistico, che conta circa 7 mila abitanti e che
d’estate sfiora le 70 mila presenze, trae
origine da Marco Emilio Scauro,
console nel 115 a.C. e princeps senatus,
politico romano legato a Caio Mario ed alla
potente famiglia dei Metelli. Per oltre 30 anni
fu leader dei conservatori. A lui si deve la
costruzione del Ponte Milvio (a Roma) e della
via Emilia che collegava Vada (Livorno) a
Tortona (Alessandria).
Il console Scauro possedeva nel porto di Pirae
(questo il nome della località in precedenza)
una sontuosa villa marittima. L'antica città di
origine ausone, faceva parte, insieme a
Minturnae, della “Pentapoli Aurunca”. Nel centro
storico, ricompresi in proprietà private, si
scorgono le rovine della città di Pirae, i
resti della dimora del princeps senatus e la
Torre dei Molini, eretta nel XIV secolo.
Risale alla
seconda metà
del XVI secolo la Torre Quadrata (o
dei Cavallari), costruita sul
Monte d’Oro,
riconvertendo una fabbrica medioevale, di forma
circolare. Acquisita di recente dal Comune di
Minturno, è oggetto di un intervento di restauro
per la creazione di un osservatorio
ornitologico. Tutti
i menzionati monumenti e la zona archeologica di
Pirae sono inseriti nell’Area Protetta di
Gianola-Monte di Scauri, che fa parte del Parco
Regionale Riviera di Ulisse.
Il filone religioso si raccorda a due spunti: il
primo è legato a Sant'Albina che, nel 250, sotto
l'Imperatore Decio, subì il martirio sul lido di
Scauri; il secondo è ispirato dal passaggio del
Papa Pio IX, nell’aprile 1850, sulla via Appia,
dopo l'esilio di Gaeta. Nella Cappella Ducale
della famiglia Caracciolo-Carafa (dal 1931
Parrocchia dell'Immacolata), fin da quel
momento, si diffuse il culto mariano, culminante
nella festività patronale dell'8 settembre. Nel
1954, in occasione del Centenario di
proclamazione del Dogma dell’Immacolata
Concezione, venne realizzata un’artistica statua
della Vergine, scolpita dall’ebanista
altoatesino Giuseppe Obletter e benedetta in
Vaticano dal Pontefice Pio XII. Il simulacro
della Madonna è stato incoronato nel 2003 da
Monsignor Pier Luigi Mazzoni, Arcivescovo di
Gaeta.
Nel 1958 fu creata un'altra Parrocchia, dedicata
alla martire Albina alla quale era intitolata
una Chiesa menzionata nel Codex Diplomaticus
Caietanus sin dal 981 ed in una bolla di Papa
Adriano IV del 1158. Al Principe degli Apostoli,
San Pietro, era invece dedicato un Tempio,
situato in Porto Scauritano e citato nel Codex a
partire dal 993.
Fin dall'antichità
questo centro basò la propria economia
sull'agricoltura, sulla pesca e sul turismo. Con
l'avvento dell'era industriale, sorsero diverse
fabbriche, tra cui una cartiera,
fornitrice del Regno di Napoli, citata
dallo scrittore tedesco Johann Wolfgang von
Goethe nella monografia dedicata al pittore
di corte Jacob Philipp Hackert
(1811). Questi conobbe Goethe nel 1787, durante
il suo soggiorno italiano, e venne incaricato da
Re Ferdinando IV di Borbone di
seguire le attività dello stabilimento scaurese,
costruito da don Adriano Carafa, Duca di
Trajetto. La fabbrica produsse fogli
pregiati per la calcografia e la stamperia
reale. I resti del muro perimetrale della
cartiera sono ancora visibili sull’Appia, nei
pressi della Chiesa Parrocchiale
dell’Immacolata.
In
seguito, verso la fine dell’Ottocento, sorsero
due fabbriche di laterizi: Sieci e
Capolino. Entrambi gli opifici furono
eredi di un’antica attività: quella della
lavorazione della creta, praticata già dalla
gens Pirana. L’ex stabilimento “Sieci”
rappresenta oggi un esempio di archeologia
industriale, con il suo tipico “forno
Hoffmann”. Il Comune, proprietario
dell’immobile, è impegnato a trasformare la
vecchia fornace in un polo culturale.
Oggi Scauri, riprendendo i fasti dell'epoca
romana che l'avevano consacrata quale centro di
villeggiatura dei patrizi, è una località
turistica e commerciale. La ricettività è
affidata ad alberghi, pensioni ed a migliaia di
alloggi privati, disponibili anche in bassa
stagione. Fiori all'occhiello della cittadina
laziale sono la spiaggia, lunga circa 4
chilometri, ed il Lungomare.
Tra gli ospiti illustri vanno
ricordati l’esploratore Umberto Nobile,
la pedagogista Maria Montessori, l’attore
Nino Manfredi ed il cardinale
Karol Wojtyla.
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